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Terapia e attività assistita dell'animale |
La terapia e l’attività assistita dagli animali, si pone come co-terapia a fianco della medicina tradizionale in modo dolce, non invasivo, per stimolare una serie di meccanismi biologici naturali che è alla base dell’attivazione del sistema immunitario e riescono così a migliorare le difese dell’organismo.
Negli Stati Uniti e in molti paesi europei è abitualmente utilizzata al fianco della medicina tradizionale e dà risultati sorprendenti, soprattutto applicata ad anziani, bambini e disabili; inoltre ha dato ottimi risultati anche nei cardiopatici: le ricerche condotte da Erika Friedman, biologa statunitense, su persone colpite da infarto miocardico, evidenziano la sopravvivenza maggiore dopo l’infarto nei pazienti che avevano animali da compagnia.
Il Baker Medical Research Institute di Melbourne in Australia, ha concluso che le persone proprietarie di animali da compagnia avessero un livello più basso di trigliceridi e di colesterolo, rispetto a chi non ha animali.
Nel caso dei bambini, l’interazione con l’animale ha effetti benefici immediati: dimezza i tempi di ospedalizzazione.
Da uno studio della Delta Society statunitense, emerge l’importanza degli animali come “guaritori” di bambini che hanno subito violenze fisiche e psicologiche, abusi sessuali, maltrattamenti.
Si possono produrre effetti diversi con l’ausilio di un animale: stimolare le motivazioni, indurre emozioni positive, rilassare, attivare cognitivamente, promuovere la ginnastica funzionale e agire positivamente sull’integrazione socio-relazionale della persona.
L’animale è un soggetto e non un oggetto, quindi può relazionarsi con l’utente ed aiutarlo nel cambiamento, importante quindi è la possibilità di creare una relazione uomo-animale che sia specifica (con valenze referenziali specifiche da salvaguardare).
Secondo l’approccio zooantropologico della relazione uomo-animale si cerca di contenere le componenti affiliative che potrebbero dare luogo a stress da distacco, l’animale diventa un amico e non un famigliare.
All’inizio si parte con attività di pet-relationship (APR), osservazione e approccio all’animale, per giungere gradualmente ad interattività sempre più complesse come la gestione della cura del corpo, del gioco, dell’insegnamento e attività performative come percorsi cinosportivi, mobility e obedience.